Domenica 17^ del Tempo Ordinario

Un bimbo, per cinque pani e due pesci, è entrato nella storia della salvezza. Lo possiamo fare anche noi, purché siamo disposti a donare quello che siamo e quello che abbiamo: al resto penserà Cristo. Questo impegno ci è ricordato ogni volta che partecipiamo alla santa messa. Prima della consacrazione sono presenti “pani e pesci”, dono limitato della generosità dell’uomo, ma indispensabile; dopo (e a questo può provvedere solo Dio) abbiamo il corpo di Cristo, regalo illimitato che sazia spiritualmente tutti per l’eternità. Al termine del miracolo di Cristo erano rimaste dodici ceste per le dodici tribù d’Israele; al termine della messa, tocca a noi portare “i resti” ai fratelli assenti dalla celebrazione, ma ugualmente affamati di Dio. Potremmo, per esentarci da questa impegnativa missione, addurre il pretesto che i mezzi a disposizione non sono adeguati, che la gente si aspetta ben altro… anche ai tempi di Cristo 5 pani e due pesci per migliaia di persone erano ridicoli: i conti non tornavano, ci è voluto solo un ragazzo ingenuo per risolvere la situazione. Anche oggi Gesù non sa che farsene di “esperti” che offrono soluzioni ragionate: gli servono piuttosto “ingenui” che si offrano come soluzione. Occorre uscire dalla dimensione della proporzione per mettersi in quella della fede.

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