VIII domenica del tempo ordinario

Non preoccupatevi

Non preoccupatevi del domani… Quando la preoccupazione del domani stringe il tuo sentire, nessun istante potrà più essere per te un dono, perché vivi sempre proiettato altrove. È come uno che mentre parli sta con la testa da un’altra parte. Lui non ti sente, tu finisci per non parlargli più perché c’è fisicamente, ma non c’è come attenzione. La vita vale più del cibo, del vestito, del lavoro, della casa. Ma la vita sfugge se queste cose diventano il centro di tutto. A cosa serve la cameretta stupendamente arredata a tuo figlio se poi non stai mai mezz’ora con lui per ascoltare ciò che vive? A cosa vale tutta la fatica per avere qualche centinaia di euro in più, se poi non ti si può avvicinare perché sei nervoso e sempre urtato? Cercare il regno di Dio vuol dire recuperare tutti i valori umani che costruiscono la giustizia nel mondo. Dio farà molto per te, se tu ti lasci amare. Allora sì che ti sentirai capace di portare luce in ogni situazione che vivi, perché sarai pieno di Lui: guarderai con i suoi occhi, ti farai prossimo a chiunque, vivrai spargendo buon profumo di umanità. Se invece tutto gira intorno a te e tutto il resto si sfoca al punto da non esistere se non quando ne hai bisogno per le tue sicurezze, allora l’affanno diventa il pane quotidiano e nessun giorno ti darà pace. Apri il cuore alla fiducia e la tua intelligenza ti porterà il nutrimento giusto per la tua vita.

L’uomo di sua natura dipende da Qualcuno che realmente è più grande di lui. È creatura di Dio, quindi per lui è naturale dipendere da Colui che lo ha pensato, amato, voluto, creato da sempre e per sempre. La sua capacità di discernimento profondo non è sempre limpida e attenta, quindi spesso dipende non dal suo Signore (in un affidamento amante e quindi liberante), ma da cose (che alla fine la fanno da padroni perché lo legano). Gesù dà il nome a questo padrone alternativo a Dio: la ricchezza. Si inizia ogni esperienza umana con poco, con tanto sentimento, con progetti grandi e prospettive valoriali encomiabili, poi pian piano ci si perde in un’avidità di possesso che cancella tutto in nome di sicurezze sempre più forti fino a che si diventa “meschini”! Gesù propone il ritorno alla piena dignità dell’essere uomini: Non preoccupatevi… Voi avete valore agli occhi di Dio. Levate i vostri occhi in alto, guardate lontano, cercate il regno di Dio e tutto quello che oggi per voi è motivo di affanno vi sarà dato gratuitamente. Verrà da sé. È una sfida davvero grande! Eppure è semplice raccoglierla… Se pensi al domani, il tuo oggi non esiste. Ma è in quest’oggi che tu puoi tirar fuori tutte le tue possibilità. Se la tua mente è al domani, non vedi, non senti, non riconosci ciò che oggi ti è dato. Poveri noi che siamo diventati tutti presbiti… vediamo bene da lontano e non riusciamo a mettere a fuoco ciò che ci sta davanti. Il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno il suo peso! Non vivi più se pensi a raccogliere sicurezze che ti facciano sentire tranquillo. La sicurezza che sola può tranquillizzarti è la fiducia nella tua capacità di vivere al meglio quest’oggi. È questa la condizione umana che consente l’arricchimento. Gesù proclama beato l’uomo povero, perché non potendo contare su nessun bene può impegnare interamente tutto ciò che è nella ricerca. Povero perché conta solo su Dio e sulle sue potenzialità umane. La trappola sta nel non voler vivere nella precarietà. Se tu condividi con altri, la tua vita si arricchisce perché altri condivideranno con te. Se tu prendi e tieni solo per te, quindi resterai solo e dovrai continuamente ingegnarti per procurarti tutto. Prova a mettere nella tua mano una manciata di sabbia: se vuoi che rimanga lì, nella tua mano, non stringere le dita! Se stringi, se ne scivola via e non ti resta niente. Questo è il segreto: tutto quello che stringi e chiudi in te e per te, muore, se ne scivola via, non ti resta niente… Se invece la tua vita è aperta, non perdi nulla ma anzi puoi ricevere ancora!

Il Vangelo dei piccoli

Tu hai dei padroni a cui obbedire in tutto e per tutto? Forse ancora no. Ma sai come riconoscerli? Una caratteristica che abbiamo noi uomini è di essere stati creati da Dio come persone libere. Ma è più forte di noi! Siamo liberi, vogliamo la libertà, ma diventiamo sempre schiavi di qualcosa. Andiamo continuamente in cerca di guai!!! Vuoi quel gioco speciale? Finché non lo ottieni, il tuo pensiero è occupato da quel gioco, e tutto pensi e fai per convincere i tuoi genitori o parenti a comprartelo. Ti prende come una smania, e quindi sei “schiavo”… non puoi farne a meno. Tutto si riempie di ciò che non hai e quello che hai diventa niente. Sogni che quando sarai grande potrai fare tutto quello che ti pare senza rendere conto a nessuno. Poi ti fai grande e ti accorgi che non è così facile come pensavi. Ogni giorno aspetti il domani come fosse un giorno magico. Poi il domani arriva e ti rendi conto che è un oggi come gli altri. Resti deluso! La libertà di cui parla Gesù è diversa. Tu sei e rimani libero se ti affidi a Dio Padre. Lui pensa a te per le cose necessarie. Quindi non devi preoccuparti. Vivi il tuo oggi contento: il tuo cuore sarà in pace e si accorgerà di quante possibilità ha di donarsi e di aprirsi alla vita. Ogni piccolo gesto, ogni pensiero, ogni parola, ogni sentimento diventa meraviglioso perché è pieno di vita. Se invece tu, mentre fai una cosa ne pensi un’altra, non fai né quella che stai facendo né quell’altra. E ti senti vuoto, inconcludente. Non farti schiavo di oggetti, di desideri che ti portano via dal tuo presente. In ogni giorno ci sono tesori da scoprire, ma devi cercarli. Gesù li nasconde per te dietro le cose più semplici. E invece tu cerchi sempre quelle complicate o straordinarie, ecco perché non li trovi. Se impari ad amare totalmente in ogni cosa che vivi, si fa spazio nel mondo il regno di Gesù dove l’amore è la parola d’ordine.

La Mela

Ogni mattina, il potente e ricchissimo re di Bengodi riceveva l’omaggio dei suoi sudditi. Aveva conquistato tutto il conquistabile e si annoiava un po’. In mezzo agli altri, puntuale ogni mattina, arrivava anche un silenzioso mendicante, che porgeva al re una mela. Poi, sempre in silenzio, si ritirava.

Il re, abituato a ricevere ben altri regali, con un gesto un po’ infastidito, accettava il dono, ma appena il mendicante voltava le spalle cominciava a deriderlo, imitato da tutta la corte.

Il mendicante non si scoraggiava. Tornava ogni mattina a consegnare nelle mani del re il suo dono.

Il re lo prendeva e lo deponeva macchinalmente in una cesta posta accanto al trono. La cesta conteneva tutte le mele portate dal mendicante con gentilezza e pazienza. E ormai straripava.

Un giorno, la scimmia prediletta del re prese uno di quei  frutti e gli diede un morso, poi lo gettò sputacchiando ai piedi del re. Il sovrano, sorpreso, vide apparire nel cuore della mela una perla iridescente. Fece subito aprire tutti i frutti accumulati nella cesta e trovò all’interno di ogni mela una perla.

Meravigliato, il re fece chiamare lo strano mendicante e lo interrogò. E il mendicante rispose: “Ti ho portato questi doni, sire, per farti comprendere che la vita ti offre ogni mattina un regalo straordinario, che tu dimentichi e butti via, perché sei circondato da troppe ricchezze. Questo regalo è il nuovo giorno che comincia”.

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