XXIII domenica del tempo ordinario

Il brano evangelico di oggi occupa nel vangelo di Marco un ruolo importante. Il problema della sordità e del suo conseguente mutismo affliggono l’uomo da sempre, in quanto sordità e mutismo gettano l’uomo in un mortale individualismo con l’inevitabile conclusione della solitudine, vera morte dell’uomo.

L’opera guaritrice di Gesù riesce a riabilitare l’uomo per dargli la possibilità di ritornare a vivere in comunione con Dio, con se stesso e con gli altri. Il senso della missione redentrice di Gesù è tutto in questa riabilitazione dell’uomo, nel restituire all’umanità la capacità di costruire ponti, legami e di abbattere ogni muro che divide e separa. Tutte le volte che un muro crolla e un ponte è ricostruito, l’uomo ha fatto un piccolo passo avanti verso la sua umanizzazione. Un noto architetto dei nostri giorni, Renzo Piano, ha espresso questi concetti in maniera formidabile nel presentare alla città di Genova il suo progetto per la ricostruzione del ponte crollato a Genova. Tutti siamo stati toccati da questa tragedia e tutti ci auspichiamo che mai più crollino ponti che uniscono, mentre siano abbattuti muri che dividono. Leggendo questo brano del vangelo non ho potuto fare a meno di guardare al servizio unico che Gesù ha reso e rende a chiunque voglia accoglierlo e viene spontaneo esclamare: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!»!
Buona domenica e buona settimana!

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