XXII domenica del tempo ordinario

Gesù prende ad esempio un il pranzo in occasione di un matrimonio dove vede che gli invitati vogliono stare ai posti più belli e si accorge di altri che invece rimangono in fondo. Un po’ come quando all’oratorio viene proiettato un film: tutti fanno la corsa a prendere i posti davanti più belli e lasciano quelli dove si vede male agli ultimi. E’ una cosa che succede spesso. Anche nelle città dove c’è la metropolitana alla prima fermata c’è la corsa per prendere i posti migliori seduti e non si bada a lasciare il posto agli anziani o a chi ne ha più bisogno. C’è in noi la voglia di essere i migliori e così ci dimentichiamo di quelli che hanno più bisogno. Pensate quando si gioca una partita a calcio e i due capitani scelgono i giocatori: nessuno sceglie i più lenti, i più cicciottelli o chi ha problemi a giocare… Ecco Gesù oggi ci vuole far accorgere che intorno a noi ci sono tante persone che rischiano di essere considerate sempre per ultime e piano piano essere dimenticate. Al tempo di Gesù nessuno desiderava stare a tavola con un povero, con uno zoppo, uno che non si poteva neanche lavare perché malato. Però un po’ questo succede anche al tempo di oggi. Un giorno ricordo che io e altri due catechisti accompagnammo alcuni poveri all’ospedale: erano malati e vestiti molto male e non è che profumassero molto. Certo non erano persone da invitare ad una festa. La gente non ci guardava bene e si chiedeva perché stanno con loro, dovrebbero vergognarsi? Quando ci sedevamo per aspettare, alcuni si scansavano. Come è brutto sentirsi ultimi, o scartati dagli altri.

Ma ecco che Gesù cambia le cose. Potremmo riassumere così le sue parole: non metterti al primo posto, non cercare essere superiore agli altri, cerca piuttosto di essere il più piccolo e aiutare gli altri. Avete ascoltato che il padrone delle nozze andrà proprio da quello che si era messo per ultimo e gli dirà: amico vieni avanti. Infatti anche tu sei importante!

E’ bella questa attenzione per chi è più umile. Sapete chi agisce cosi? Gesù con noi! Quando vede che rimaniamo indietro o siamo considerati poco, ci viene vicino e ci fa capire, magari tramite una parola dei genitori o di un sacerdote: anche tu sei importante per me!

Poi Gesù ci dice anche una altra cosa bellissima: Quando dai una festa non invitare solo i tuoi amichetti, ma anche quelli che nessuno invita. Invita i poveri che non ti potranno fare nessun regalo, o gli anziani che sono soli, o i malati, che nessuno avvicina. Loro saranno felici e tu sarai felicissimo perché li vedrai sorridere. Un giorno in una parrocchia di Roma furono invitati ad una cena una famiglia di poveri zingari con i loro figli. All’inizio alcuni parrocchiani non erano d’accordo e non volevano venire, poi invece si convinsero e portarono tante cose da mangiare. Tutti insieme passarono una serata bellissima e il sorriso dei bambini fu la gioia di tutti! Ah, dimenticavo, in mezzo a loro, c’era anche Gesù in persona, anche se non si era fatto riconoscere subito!

Che belle le parole di Gesù. Impariamole a memoria e proviamo a metterle in pratica: invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai la tua ricompensa alla resurrezione dei giusti! Buona domenica!

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