I domenica di Quaresima

“La Quaresima di questo Anno Giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio”. Il Signore è clemente, misericordioso e grande nell’amore. “Benedici il Signore anima mia, non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie…” Lasciamoci abbracciare dal Signore e viviamo nella sua luce e nella sua gioia la nostra vita.

” Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo”. Questo un impegno particolare che riscopriamo in questo Anno Santo.

Fin dalla prima domenica di Quaresima si ha lo sguardo rivolto al mistero della Pasqua, a Cristo “risorto dai morti”. “Se crederai con tutto il cuore che Dio ha risuscitato Gesù dai morti, sarai salvo”. La nostra salvezza è nella fede in Cristo morto, risorto, vivente per sempre. Per questo invochiamo il nome del Signore, per questo professiamo con le parole e con le opere questa nostra fede.

In questa prima domenica di quaresima il vangelo ci riporta il racconto dell’esperienza di Gesù nel deserto prima di iniziare la sua missione pubblica e le tentazioni che subisce per l’accanimento del maligno. Possiamo riprendere e approfondire le varie parti di questo racconto, vedere il comportamento di Gesù, le sue scelte, la sua debolezza e la sua fedeltà, la prontezza con cui affronta e vince le tentazioni del maligno. Possiamo ritrovare nell’esempio di Gesù, le indicazioni di vita per noi cristiani; l’intento di Luca nello stendere il suo vangelo è quello di aiutare il credente a vivere come Gesù, a vivere la vita nuova da Lui portata.

Al credente non sono risparmiate le tentazioni, come non sono state risparmiate a Cristo. Le tentazioni vanno affrontate: ci sono e vanno attraversate. La nostra vita è questo cammino attraverso le tentazioni. E le tentazioni non sono episodi, ma dinamiche esistenziali: occorre allora fare scelte nei significati profondi dell’esistenza. Occorre chiedersi: la mia vita come la imposto? Su cosa la fondo? Sul successo, sul denaro, sul benessere, sulle cose materiali.? Oppure sui valori importanti della vita e sull’amore che è la forza della nostra vita e la possibilità di vita e di sussistenza per tanti altri? A chi faccio riferimento nel mio comportamento? Alla mentalità comune, alla considerazione e al giudizio degli altri, oppure al Signore e alla sua Parola, autentici fondamenti della fede e della morale, cioè del comportamento pratico?

Gesù ha cercato un grande tempo di silenzio, di preghiera, di penitenza prima della sua missione: lo ha fatto Lui, tanto più dovremo farlo noi, che spesso ci ritroviamo nella dispersione dei pensieri, degli impegni, degli affetti. Quanto sono importanti e necessari i tempi del silenzio, della riflessione, della preghiera, del rapporto personale, vero e prolungato, con il Signore. E’ in Dio che ritroviamo sempre noi stessi.

Gesù ha accettato le tentazioni, le ha affrontate in tutta la fatica e la lotta che richiedono, non ha perso la testa; ha accettato tutto lo sconvolgimento che le tentazioni portano nel più profondo di sé, ma è rimasto fedele, anzi ha maturato la sua fedeltà al Padre, proprio attraverso questo prove. Gesù ha illuminato i problemi che gli venivano posti con la Parola della Bibbia; con la Parola di Dio ha vinto le suggestioni del maligno. Le chiacchiere umane, le varie opinioni ed idee, le proposte o i miraggi della mentalità mondana. sulle varie cose, possono essere allettanti, ma noi possiamo sempre chiederci: la Parola di Dio cosa mi dice?

E’ più forte, più convincente e più affascinante la Parola di Dio o le parole degli uomini?

“Solo davanti al Signore Dio tuo ti prostrerai, Lui solo adorerai!”

Nello spirito della Quaresima comprendiamo che il miglior modo di vincere il male è compiere il bene, molti atti e molte scelte di bene. Il vero modo di vincere l’egoismo è l’amore, la vita spesa nell’amore, che è la fonte della vera gioia. Il modo per vincere la superficialità, il consumismo, l’attaccamento ai beni terreni fino alla dimenticanza di Dio è vivere la fede e l’adorazione al Signore, è la condivisione e la carità verso il prossimo, soprattutto verso i poveri della terra, vicini e lontani. Prostriamoci davanti al Signore, inginocchiamoci, come Gesù, davanti ai poveri.

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