Domenica XXVII del tempo ordinario

L’esperienza del cristiano è soprattutto esperienza di fede. La vita di ogni credente, così come la vita della comunità, mette spesso a dura prova la fede. E anche quando ci diciamo “religiosi”, dovremmo interrogarci sulla profondità o superficialità del nostro credere. Di fronte ai terremoti della vita, poniamo a Dio tante domande e pretendiamo da Dio risposte immediate e chiare. Ma in genere Dio tace. E questo ci irrita. Fede è capacità di fidarsi di Dio. Fede è disponibilità a lasciarci guidare dalla sua Parola, rinunciando ad ogni calcolo umano. L’orgoglio è un problema con cui il credente deve sempre confontarsi. Il Vangelo di oggi ci esorta ad avere di noi una comprensione caratterizzata dall’umiltà: scoprirsi servi inutili è la condizione per vivere fino in fondo la propria fede. Che la fede presupponga umiltà di cuore è sottolineato anche dalla I ^ lett.  quando ricorda che Dio salverà chi non conta sulle proprie capacità e prestazioni, bensì chi si affida completamente a lui. Nella testimonianza della fede di fronte al mondo non siamo soli: la II^ lett.  ricorda che siamo sempre sostenuti e aiutati dalla forza di Dio, dallo Spirito che ci rende  partecipi della “fede e dell’amore che sono in Gesù Cristo”.

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