Domenica XIX del tempo ordinario

“Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno” (Gv 6,57-58).
Noi pensiamo che la manna sia l’ombra e il “tipo” dell’insegnamento e dei doni di Cristo, che vengono dall’alto e non hanno nulla di terrestre, ma piuttosto ripugnano alla maledizione della carne e sono in verità non solo nutrimento per gli uomini, ma anche per gli angeli. Infatti il Figlio ci ha manifestato in se stesso il Padre; attraverso di lui noi siamo stati istruiti nella dottrina sulla santa e indivisibile Trinità, e grazie a ciò siamo stati condotti molto bene sulla via della perfezione. E ciò è nutrimento dello spirito, oltre che conoscenza giusta e integra di queste cose. Ora questo insegnamento è stato dato dal Cristo alla luce e di giorno. Anche la manna fu data agli antichi in un giorno luminoso, sotto una luce splendente. Infatti un giorno ha brillato su di noi credenti così come è scritto: l’astro del mattino si è levato in tutti i cuori, e il sole della Giustizia, cioè Cristo, che è il fornitore della manna spirituale, si è levato. Infatti Cristo stesso ci dimostra molto chiaramente che questa manna sensibile è stata come una figura e che questa manna spirituale è la vera, dicendo ai Giudei: “I padri vostri hanno mangiato la manna nel deserto, e sono morti”
SAN CIRILLO D’ALESSANDRIA

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