Domenica V di Pasqua

Amore della fonte

Amatevi come Io ho amato voi.
Io amo? Chi amo? Come? Mi sento amato? Posso dire gratuito il mio amore?
… cercare le risposte sarà utile a capire il perché la gioia non trabocca dal mio esistere!
Dio ti ama. Sai trovare nella tua esperienza come, quando, dove…? Rifletti, osserva, ritorna a ciò che è stato…
Rintraccia il suo passaggio nella tua vita e il cuore ti si riempirà di vita nuova!

Tutti sapranno che siete miei discepoli. La testimonianza passa per la vita. Amore gli uni per gli altri. Un amore come quello del maestro, capace di arrivare fino alla fine, di consumarsi giorno dopo giorno nella gratuità dell’essere. La novità dell’incontrarsi dal di dentro lì dove fluisce la linfa vitale della grazia, oltre le apparenze ingannevoli. Può amare come il maestro chi ha imparato per esperienza cosa significa sentirsi amati. Colmi del suo amore, non possiamo che aprire le porte del nostro vivere perché tutti si dissetino a questa fonte…

La gloria del bene che senza farsi notare dal di dentro sconfigge il male, come una luce che si accende in una stanza buia e di colpo illumina tutto ciò che poco prima costituiva una minaccia e creava angoscia. I segreti di Dio sono in quel confidare i significati esistenziali della salvezza. È il momento del testamento, la consegna di una eredità che porterà frutti immensi di cielo se solo si sta dietro al nuovo. Quelle parole così tenere: “Figlioli… e così strazianti:… ancora per poco sono con voi”. Non poteva dire di più di quella frase che è la sintesi di ogni volto simile a Cristo. Amatevi, sì, ma come io ho amato voi! E qual è l’amore nuovo? È l’amore che fa sempre il primo passo, l’amore che non si stanca mai e non esige null’altro che di esistere, un amore personale al punto da diventare esso stesso persona. In Dio questo amore si chiama Spirito Santo. L’amore cristiano quindi non è astratto, l’umanità di Gesù si fa nuovamente vedere nell’amore reciproco perché l’umanità nostra splende di “incontro”, di “unità”, di “divino”. Ogni confine, abbracciato come luogo di incarnazione, apre l’orizzonte all’eterno. Il tempo e lo spazio sconfinano nell’OGGI che non tramonta. E allora mattina o sera, notte o mezzogiorno, bufera o venticello… tutto è Parola, tutto è Volto, tutto è Silenzio. Servirà allora parlare ancora di Cristo? Sì e no, perché la vita parlerà, l’essere diventati sempre e unicamente amore. Dalle finestre della propria interiorità abitata il sorriso di Dio incontrerà gli uomini, e sul campanello di entrata si leggerà. Qui abita Dio!

PREGHIERA

Ti amo, Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente salvezza. Nel mio affanno invocai il Signore, nell’angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, al suo orecchio pervenne il mio grido. Abbassò i cieli e discese. Stese la mano dall’alto e mi prese, mi sollevò dalle grandi acque, mi portò al largo, mi liberò perché mi vuol bene. Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza, la tua destra mi ha sostenuto, la tua bontà mi ha fatto crescere (salmo 17).

CONTEMPLAZIONE

Signore, ti amo? La risposta non posso darla io, vado a chiamare i miei fratelli. Loro ti diranno se ti amo. Sì, perché se si sentiranno travolti e avvolti dall’amore riconosceranno dal sapore dell’acqua di fonte che viene da lontano, dall’altrove. Tu, cuore che palpiti nell’universo, sei fra noi lì dove due o tre si amano dell’amore a tempo pieno, dell’amore senza misura, dell’amore che entra come balsamo a lenire ogni ferita e come pane a nutrire ogni fame. Si riconosce l’amore che viene dall’alto, è un amore che sa di umanità e ti rende più uomo. Se mastichi amore tutto “spirito”, l’attesa resta delusa, perché ti dividi. Come anche se mastichi materia, la tua vita si ingolfa e si sgretola ogni tuo desiderio. Quando il mio amore avrà gli occhi tuoi e le parole tue, Gesù, allora il mondo conoscerà speranze di risurrezione.

Il Vangelo in mano ai piccoli

Gesù ti ama. E tu ami Gesù? Se tu ami Gesù piano piano finirai per somigliargli perché l’amore che Lui ti dà ti trasforma il cuore e lo rende come il suo, un cuore che trabocca di amore. è come se tu mettessi senza fermarti mai dell’acqua in un recipiente. Finché è vuoto, l’acqua sta dentro. Ma quando il recipiente si è riempito, se tu continui a mettere acqua, questa va fuori e si versa attorno, e si perde. Se invece fuori trova un recipiente vuoto, l’acqua che trasborda da te va in quel recipiente lì… e così via. Se tu hai il cuore colmo dell’amore di Gesù a un certo punto dovrai donarlo altrimenti scoppi! Ecco perché se tu ami con il suo cuore gli altri diventano capaci anche loro di amare, perché è come un contagio. Gesù è come un virus… si attacca! Il suo virus è quello dell’amore. E non c’è vaccino che fa guarire, perché quando ci si ammala dell’amore di Gesù non si guarisce più… Quelli sani, cioè non malati dell’amore di Gesù, pensano male di noi, ma solo chi ha conosciuto la dolcezza di amare come Gesù ama, sa che i malati sono coloro che non hanno assaggiato il Suo amore! Che aspetti? Vai ad attaccare il virus a qualcun altro. Non devi fare nulla, solo stargli vicino vicino…

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