Domenica III di Avvento

CHE DOBBIAMO FARE?

Io non sono degno… Se solo potessimo percepire nel nostro spirito questa parola così vera, questo abito interiore rispetto alla presenza divina! Siamo chiamati allo stupore … che non è nell’ottica del “fare”, ma dell’imparare a “ricevere” i doni di Colui che viene a noi continuamente. Ricevere … è difficile lasciarsi amare, lasciarsi incontrare, lasciarsi comprendere. Abbiamo timore di es-sere da meno. Preferiamo essere noi ad amare, a incontrare, a comprendere e dall’altro attendiamo piena risposta. Che cosa dobbiamo fare? Rovesciare per un attimo la posizione ormai assunta delle nostre certezze e chinarci a desiderare di sciogliere il legaccio dei calzari di Gesù, chinarci per entrare nella porta stretta della comprensione di Dio. Chinarsi … richiede forza e un gran coraggio. Dio si è chinato su di noi, ha dato ascolto al nostro grido. E quando lui è giunto fino a noi, noi abbiamo continuato a cercarlo in cielo. La Parola è qui, è scritta su pagine che sono il frutto del nostro lavoro, ha un volto ben preciso, una casa, dei parenti … Gesù di Nazareth, nato a Betlemme, per madre Maria. L’eco della sua voce è ancora nell’universo, se solo facessimo tutti silenzio, noi uomini di tutti i secoli, ne udremmo ancora il rumore dei passi mentre andava per le strade di Galilea, ne vivremmo la preghiera solitaria nella notte … La Parola è qui, a portata di mano. Lui è qui, a portata di sguardo e di mano. Perché non apri le pagine del silenzio e scorri le sillabe della Scrittura? Cosa aspetti ancora? Ti è chiesto di incamminarti verso Betlemme … Preferisci le mille luci e la caciara di chi vende illusioni a buon mercato? Il tuo cuore ha fame. Non negargli il suo Pane, il Pane della vita, l’unico capace di colmare la voragine della sua attesa…

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