Domenica 31^ del Tempo Ordinario

Scendi subito!

“Oggi devo fermarmi a casa tua…” Parole che insegnano alla nostra poca disponibilità i tesori di ogni incontro che sia tale. Non è per far piacere che Gesù va, è un dovere. Si sente obbligato perché Zaccheo lo ha cercato, ha atteso di vederlo senza pretendere nulla che questo: vedere chi fosse Gesù. Un desiderio di passaggio? E chi può negare che la vita si gioca su desideri che passano? Quante vicende si compiono nel seguire l’impulso di un momento? Se vai per strada e imbocchi una strada invece che un’altra, cambiano le cose per te. La stessa cosa avviene per la vita dello Spirito. Ci sono desideri che sono come scie di profumo che attraggono l’attenzione. Se li ragioni, li perdi. Se li insegui, ti portano altrove. Sono attimi. Ma quanti attimi che portavano a te il volto di Dio sono andati perduti?

Fai memoria di quelle folate di bellezza che sono svanite perché avevi cose ben più importanti da fare. E impara a sentire il peso dell’aria, Gesù è nei paraggi! Quando senti pronunciare il Suo nome da qualcuno, non perdere l’occasione. Chissà che non sia venuto per dirti: Oggi devo fermarmi a casa tua… E non pensare che si sta rivolgendo ad altri, perché te lo dice dopo averti cercato con gli occhi, lì dove sei, e ti chiama per nome.

MEDITAZIONE

Lo accolse pieno di gioia… La gioia di chi ha ricevuto attenzione e tra gli altri è stato riconosciuto degno di presenza. È talmente intenso lo sguardo tra Gesù e Zaccheo che gli altri spariscono. Ma quell’incontro segna il dopo. Questo oggi cambierà il domani. Zaccheo darà ciò che possiede perché ha incontrato il “sentirsi amato” interamente.

Gesù cammina per le vie di Gerico. Attraverso la città e chiunque può incontrarlo. È quello che avviene ogni giorno: Dio cammina fra noi, senza preavviso. Puoi incontrarlo appena svolti l’angolo. Magari non te lo aspetti… se hai gli occhi allenati a riconoscerlo, te ne accorgi e gli vai incontro, se sei distratto può succedere che ti passa accanto e tu non lo vedi. Zaccheo cerca di vedere chi è Gesù. Apparentemente non ha bisogno di Lui perché è una persona che sta bene, è ricco, è un capo. Ma chi può conoscere i bisogni del cuore umano? È curiosità la sua? Forse. Essendo piccolo di statura, non riesce a vedere Gesù perché c’è la folla. Allora corre avanti e per riuscire a vederlo, sale su un sicomoro. Lo aspetta lì. Non pensa davvero di essere notato. Forse è solo curiosità la sua. Ma a Gesù non sfugge il suo desiderio. Appena passa là sotto al sicomoro, alza lo sguardo. Lo cerca e lo chiama per nome, lo invita a scendere subito e si autoinvita a casa sua. Quando l’uomo cerca Dio, Dio va da lui… sempre e si ferma a casa sua. Non rimane per via. Incontrarsi nel desiderio equivale a trasformare il proprio oggi. Zaccheo non immaginava che il suo desiderio lo portasse a quella straordinarietà di vita… e risponde in fretta. Scende, pieno di gioia. Gli sguardi della folla non sanno vedere e non possono fare altro che mormorare. «È entrato in casa di un peccatore!». Zaccheo sa bene cosa pensano di lui tutte quelle persone e fa onore al suo Signore. Non è più come prima. Il tempo del peccato si è consumato, ora è tempo di novità. Possiedo molto? La metà è per i poveri. Ho rubato a qualcuno? Restituisco quattro volte tanto. La sproporzione della resa è data dalla felicità profonda di quest’oggi nella sua vita. E Gesù fa onore a Zaccheo. «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo». Non smette di essere figlio di Abramo chi si mette al di fuori della legge. Si è perduto per un po’. Ma il Figlio dell’uomo attraversa le vie del mondo per cercare e salvare ciò che è stato perduto. Non sono le persone che si perdono. L’uomo può cambiare orientamento, può mettersi in un altro orizzonte, può scegliere di vivere seguendo spinte diverse da quelle che lo conducono al vero bene. Ma non perde mai la propria dignità. Gesù restituisce l’uomo a se stesso, attraverso uno sguardo attento e un entrare in casa, oltre le apparenze dei giudizi umani. È straordinario questo compiersi del tempo. Cosa portava in cuore Zaccheo? La sua ricchezza non gli aveva chiuso il cuore? Era il capo dei pubblicani, peccatori pubblici … Conosceva il disprezzo degli altri su di sé. Vive a Gerico, sente arrivare Gesù. Ne ha sentito parlare. Non gli interessa di certo incontrarlo, ma vedere chi è sì. È uno spiraglio. Una fessura nel suo sentire ordinario. Ma l’esperienza insegna che quando in un ambiente chiuso si crea una fessura, l’aria si intrufola subito. Ed è questo il subito di Gesù. Nella vita di quest’uomo si è creatura una piccolissima apertura, il desiderio. Non solo. Lui ha seguito questo desiderio: riconoscendo di essere piccolo di statura, ha cercato il modo per attuare quel desiderio. È andato ed è salito sul sicomoro, si è messo in attività per … Qui il subito è necessario. Gesù può entrare! L’uomo si muove verso Dio? Dio non si fa aspettare. Arriva subito: Eccomi.

Il Vangelo dei piccoli

Zaccheo era un capo e aveva tante ricchezze. Era un uomo conosciuto a Gerico. Quel giorno aveva sentito che Gesù era arrivato in città. Voleva tanto vedere chi era Gesù. Ma era piccolo di statura. E in mezzo alla folla per quanto si mettesse sulla punta dei piedi non riusciva a vedere niente. Allora andò avanti e salì su un albero. Di là doveva passare per forza. Dall’alto avrebbe potuto vederlo bene. Certo non immaginava che Gesù avrebbe alzato gli occhi e gli avrebbe rivolto la parola. Questo proprio non l’aveva messo in conto. i pubblicani non erano ritenuti degni di Dio perché erano considerati peccatori pubblici. Figuriamoci se Gesù poteva fare attenzione a lui! E invece Gesù lo cerca con lo sguardo e lo chiama per nome. Non aveva chiesto ad altri chi fosse quel piccoletto arrampicato sui rami. Gesù conosce il nome di ognuno di noi. E quindi sapeva che quell’uomo si chiamava Zaccheo. Avviene una cosa straordinaria. Gesù sta sotto l’albero e Zaccheo sta più in alto di lui. E ci sta perché è piccolo. Dio è sceso dal cielo per incontrare l’uomo. E quando sta a terra Lui, è l’uomo che sale in alto per cercarlo. Il luogo in cui si possono guardare negli occhi da vicino, alla stessa altezza, è in casa. Che onore ricevere Gesù in casa! Chi osservava la legge di Dio non poteva frequentare la casa di un pubblicano perché sarebbe diventato “impuro”. Gesù guarda al cuore, e non ai giudizi degli uomini. Egli viene nella nostra casa per farci sentire amati. Questo amore porta a cambiare vita. E infatti Zaccheo promette a Gesù di fare a metà dei suoi beni con i poveri e di ridare quattro volte di più a chi è stato da lui derubato. Il cuore si spalanca quando ci si sente amati da Dio. E ora la ricchezza di Zaccheo è quell’incontro, quella visita, quella voce, quelle parole. Non ha bisogno più di altro!

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