Domenica 29^ del Tempo Ordinario

Si avvicinarono a Gesu’

Gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni… Chiunque di noi si sarebbe irritato di fronte a una proposta del genere, soprattutto perché sapeva di “scarto” nei loro riguardi. Gesù, che conosce fin dove arriva il cuore dell’uomo, li chiama a sé e li aiuta a capire quel desiderio.

È insita nell’uomo la tentazione del potere come indispensabile per un riconoscimento del proprio valore. In fondo è il voler fugare la sensazione della debolezza, della incertezza, la pretesa del non sentire in sé la fragilità delle proprie risorse. Chi è al potere, ha maggiori probabilità di mettere a tacere percezioni poco piacevoli come l’inutilità, il non avere un nome, il riuscire. Ma quanta illusione! La sensazione della precarietà si placa nel servire, nel non voler apparire, nel donarsi al di là di ogni preconcetto. E allora si diventa grandi, perché non si teme più! L’amore perfetto scaccia il timore… perché chi teme non è perfetto nell’amore

Cosa volete che io faccia per voi? Le domande ardue che rivolgiamo al Signore ricevono tutte una risposta di disponibilità. C’è comunque un aspetto di mistero che va rispettato. La volontà del Padre resta oltre il nostro sentire, il nostro percepire, il nostro modus vivendi. Essere chiamati a Gesù: questo è il vero potere, che fa stare non a destra o a sinistra ma direttamente sul suo cuore!

Avvicinarsi a Gesù. È quanto di più un uomo possa fare per vivere la pienezza della sua identità umana. Ma c’è modo e modo di avvicinarsi. Chi sta più vicino a lui, chi ascolta la sua Parola, chi respira la sua presenza può rischiare come tutti di “approfittare” di questa vicinanza per raggiungere i propri scopi. Bellissima la sicurezza dei figli di Zebedeo: «Noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo»…! Somiglia alla nostra quando chiediamo al Signore che faccia la nostra volontà. Gesù non si scompone di fronte a loro e li lascia vivere quel momento di desiderio per poi rettificarlo. Chiede cosa dovrebbe fare… sembra disposto, ma con chiarezza va oltre fino a rimandar loro la verità della domanda: «Voi non sapete ciò che domandate». Stare a destra e a sinistra del maestro significa morire come lui, essere crocifissi dall’amore, bere il calice della volontà del Padre fino in fondo. Davvero ingenui Giacomo e Giovanni quando rispondono a Gesù di poter bere al suo stesso calice. Sì, alla fine avverrà questa condivisione di vita offerta, ma la richiesta resta comunque inadeguata: la destra e la sinistra nel regno dei cieli non sono posti di comando, ma di gratuità. Il desiderio di vicinanza sottende un altro desiderio, il desiderio del potere. E di fronte a questo l’unica reazione da parte degli altri del gruppo è lo sdegno. Uscirne si può? Il primo passo lo fa sempre Gesù. Li chiama a sé per consegnare loro la chiave che apre le porte del vero potere: non è il dominio che rende forti e potenti, ma il servizio. Perché solo chi serve conosce davvero l’altro e può entrare nella sua vita come “signore”. Il più grande è colui che ama di più e quando uno ama non sa fare altro che “servire”, saziare il bisogno dell’altro. Quando l’altro diventa non un qualcuno da assoggettare ma un signore da amare e accudire, allora davvero sarai il primo, simile a Colui che ama sempre per primo. Una vita di amore è il prezzo del riscatto dalla prigionia del peccato. Siamo disposti a darla, attimo dopo attimo, perché non ci siano padroni nel mondo, ma solo servi dell’Amore?

CONTEMPLAZIONE
Signore, tu sorridi quando noi ti supplichiamo di esaudirci e ti promettiamo di darti in cambio qualcosa. Giovanni e Giacomo ti dissero che potevano bere il tuo calice. Ma non sapevano quello che chiedevano. Così noi. Quanto ci costa affidarci alla tua sapienza che sa ciò di cui abbiamo veramente bisogno! Quante pretese di fronte a te… e abbiamo la verifica di questo: nello sdegno dei fratelli… Donaci di starti accanto non per avere più diritti o ricompense, ma semplicemente perché è vita lasciare che la tua presenza sia prossima alla nostra vita. Quanta pace al cuore poter avvicinarti per chiederti cosa vuoi tu da noi per fare ciò che a te piace… e ancora più gioia nel fare ciò che ti è gradito prima ancora che tu parli! E sia così

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