Domenica 27^ del Tempo Ordinario

UN GRANELLINO DI FEDE

Una fede che fa crescere gelsi in mare o una fede di osservanza servile?

Sarà il caso di meditare per dare una risposta oggi alla nostra vita… perché la fede che fa crescere gelsi in mare genera amici di Dio, la fede servile lascia tutto come è. Nel mare del quotidiano possano sradicarsi i gelsi dell’adeguarsi per camminare sulle soglie dell’infinito possibile e dell’eterna fiducia. Se solo raccogliessimo tutti i granellini di vita che calpestiamo ignari, quanto più ricca sarebbe la nostra esperienza umana! buona avventura, amico di Dio…

            Se aveste fede… è incredibile come il Signore non esiga tanto ma cerchi sempre di stare nel poco, nel minus… un granellino di fede, niente di più. E si compirebbero meraviglie! E noi che pensiamo alla fede come a una montagna incrollabile, a una forza immensa, a una certezza inconfutabile! Nel più piccolo è il segreto del più grande. Perché non ti guardi nel più piccolo di te? Lì sarai capace di piantare gelsi nel mare! Lì e non altrove. Se la tua attenzione è in ciò che di più puoi fare, la tua vita si riempirà di cose, ma il cuore resterà inappagato.

È stupenda la preghiera che gli apostoli fanno al Signore: Aumenta la nostra fede! Siamo in termini di quantità. Noi ne abbiamo poca. Ce ne vuole di più. Tu ce la puoi dare. Noi te la chiediamo. Lineare come logica! E il Signore rispettando la richiesta degli apostoli, risponde. Non c’è bisogno di aumentare la fede, ne basta un granellino… la fede è un’arte, non si accumula, si sviluppa a partire da ciò che si semina nel più profondo del cuore. Il granellino di senapa è piccolissimo, ma fa crescere un albero forte e grande. È possibile aumentare la fede allora! Non però come quantità che si aggiunge, ma come forza vitale che genera crescita. Tutto ciò che è evangelico segue la logica della crescita, non dell’aumentare. E su questa linea le parole “dure” sull’essere servi lasciano trapelare l’orizzonte dei farisei nella fede: persone capaci di fedeltà, sì, ma da servi che alla fine non sono utili al padrone in quanto fanno solo ciò che devono. Gesù ama chi entra nell’orizzonte dell’oltre misura e dell’oltre logica: cosa ci fa un gelso in mare? Nulla. Per dire che tutto ciò che è naturale si assoggetta alle leggi della fede, non viceversa. Il gelso ascolta. Significa che si è creato uno stesso linguaggio, è il linguaggio creaturale: tu e il gelso avete ricevuto la vita gratuitamente. E allora si può creare lunghezza d’onda. Ma quale sintonia può starci tra un padrone e un servo? Chi è padrone pensa di non aver nulla da spartire con il servo, e il servo da parte sua fa quello che gli viene chiesto, non di più, obbedisce perché non può farne a meno. Come percepiamo Cristo nella nostra vita? Come un padrone? E allora servi restiamo, non utili perché non ci abbiamo messo nulla di nostro! E se invece percepiamo Cristo come Signore? Sentiremo la sua parola che ci dice: Non vi chiamo più servi, ma amici!

CONTEMPLAZIONE

Il sentire che la fede è piccola cosa in me mi rende incerto e io penso che questo sia male, per questo ti chiedo disperatamente di darmene di più, e invidio (benevolmente) chi sembra avere tanta fede… Non riesco a pensare che nel tuo pensiero, nel tuo sentire ciò che è vita è sempre racchiuso in uno spazio minimo. La vita è nascosta, sempre. Sta a noi raggiungerla per esserne inondati e travolti. Aiutami a capire che l’incertezza non è una cattiva compagna quando mi lascia addosso il fremito della precarietà delle cose e mi permette di andare incontro a tutto con trepida attesa e speranza piuttosto che con il fare sicuro di chi non ha timore di nulla e poco si apre alla novità dell’esperienza altrui. Cosa può una vela di fronte all’impetuosità del vento? È davvero inerme a confronto… eppure se si lascia spingere, acquista la forza stessa del vento e la sua pochezza si fa capace di straordinaria potenza. Non ti chiederò più, Signore, di aumentare la mia fede, ma di rintracciarla tra le cose “insignificanti” ricevute e finite tutte in un cassettino del mio ripostiglio. Quanti doni dimenticati, solo perché “nascosti” dietro le apparenze di minuterie della vita di sempre! Donami occhi per vederli, mio Dio!

Il Vangelo in mano ai piccoli

Gesù è simpatico quando racconta certe cose. Lui è più di un mago, perché quello che fa di straordinario ha sempre un significato che va al di là del tempo e di ogni interesse umano. Le magie sono una cosa, i miracoli sono un’altra. Gesù parla di un gelso che si può sradicare e trapiantare in mare…. Una magia! No!!!! Un miracolo? Neanche… una parabola, cioè un racconto che contiene in sé un significato di vita. Cosa vuol dire un gelso trapiantato in mare? Può un albero vivere nelle acque salate del mare? No. E allora qual è il significato del gelso sradicato dal terreno? La straordinarietà sta nel fatto che tu parli a una pianta e quella ti ascolta! Il prodigio non sta nel gelso, ma nel fatto che tu comandi al gelso e lui ti ascolta e fa quello che tu gli dici… Gesù non ha bisogno di prestigiatori che facciano meravigliare la gente con i loro giochetti. Gesù ha bisogno di persone che sanno fare spazio al seme e custodirne la crescita. Quando si ama una persona si fa quello che alla persona piace. E questo non è un servizio! Piuttosto è un incontrarsi su un ponte meraviglioso che si chiama: amore gratuito. Cioè: io ti amo, ance se tu non me lo dimostri e non mi dici grazie di ciò che faccio per te. Nel vangelo si trovano tanti insegnamenti. Ma bisogna saperli cercare… a ognuno è dato un granellino di senape. C’è chi invece di piantarlo nel terreno lo mette in un cassetto. Se la fede è piccola piccola, ciò non vuol dire che non sia potente!!!

Stampa Articolo Stampa Articolo

 

Articolo precedente

Domenica 26^ del tempo ordinario

Articolo successivo

Domenica 28^ del Tempo Ordinario