Domenica 20^ del tempo ordinario

Il fuoco sulla terra

Gesù: il fuoco si è acceso sulla terra. Il fuoco di un amore che arde e non si consuma. La sorgente dell’amore gratuito ha iniziato a fluire e a inondare i cuori umani. Il battesimo da ricevere è quello della vita. Chi più di Cristo poteva star tranquillo? Era uomo, ma anche Dio… cosa poteva temere? Pur sapendo in quanto Dio ciò che voleva, ha imparato come uomo ad attendere, a scoprire e incontrare la vita… Il vangelo che oggi ascoltiamo è il vangelo della spada! L’uomo cerca una pace fittizia, vale a dire la soddisfazione di sé… e il quieto vivere diventa l’obiettivo più ambito. Per il quieto vivere scottano i drammi della solitudine e dell’abbandono, si ergono muri inaccessibili di isolamento dalla interiorità dell’altro… Questa pace non è la pace di Dio, non è pienezza della vita, ma asfissia. In tal senso Cristo porta la divisione. Quando lo si incontra, si entra per le fessure di tutto ciò che esiste e chi è intorno non comprende, fa guerra… Anche il mondo degli affetti più radicati salta, e non ci sono legami che tengano. Quel Gesù edulcorato che il popolo di Dio cerca a sollievo del proprio dolore, oggi non è per nulla tenero, come lo si vorrebbe. Ci dà tranquillamente degli stolti: Ma come? Sapete trarre profitto dall’osservazione della natura e ragionate sul tempo da maestri e non sapete valutare il tempo che state vivendo? Ognuno di noi ha un suo criterio di giudizio. Perché demandare ad altri la capacità di pensare? Non sarà forse perché manca il coraggio di vivere fino in fondo ciò che si pensa?

Il Vangelo dei piccoli

 Gesù ha portato il fuoco sulla terra… quale terra? La terra del tuo cuore. Se tu ascolti il tuo cuore che batte, ti rendi conto se il fuoco è acceso oppure è spento. L’amore arde. Ma se in te l’amore non arde, come farai a vivere? Il caminetto acceso di inverno è bello e ha significato se c’è legna che arde. Non ha senso tenere un caminetto spento, quando è freddo. La legna c’è, ma se nessuno la accende non serve: quanti doni hai! Ma se non li usi, a che ti servono. Gesù è il fuoco venuto ad accendere la tua legna. Se la tua vita non risplende e non scalda, forse hai dimenticato di lasciare aperta la porta a Gesù. A meno che tu non abbia poca simpatia per lui e allora lui neanche bussa. Ha molto rispetto dei nostri sentimenti, è un amico che sa stare al posto suo! Ma quanto più abitata sarà la casa del tuo cuore, se la legna delle tue fatiche si accenderà al fuoco benedetto dell’amore di Dio. Gesù è come una scintilla… Pensa se lui non ci fosse! Avremmo tante bellezze, ma tutte prive di calore. Diceva il profeta Elia: Io brucio di amore per il Signore. Quando riusciremo noi a dire: Brucio di amore? Il fuoco si spegne troppo spesso nella nostra vita, perché soffia in noi il vento della paura. Amare vuol dire consumarsi, ma non sappiamo che l’amore è l’unica cosa che più arde, più cresce, più si divide, più si moltiplica. Nella logica dell’amore di Gesù 1 + 1 = 1… perché uno sono io, uno è Gesù, insieme facciamo uno, perché io sparisco in Gesù dopo che lui è sparito in me. Provare per credere: quando fai la comunione, tu lo mangi e lui sparisce dentro di te. Ma poi è lui che ti porta con sé, e tu diventi sangue del suo sangue, una cosa sola con lui, per questo nella matematica di Gesù 1 + 1 = 1. E se si mettono tutti gli 1 affianco l’uno all’altro, 1 sono io, 1 sei tu, 1 è l’altro… la somma non cambia, fa sempre 1. il fuoco quando arde accende un legno, poi l’altro, poi l’altro, ma la fiamma è una, il fuoco è uno, pur se i legni sono diversi e tanti…

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