Domenica 11^ del tempo Ordinario

L’amore non conosce debiti

Chi è quest’uomo che perdona i peccati? Tocca a noi rispondere a questa domanda. Chi è quest’uomo? È solo un uomo per te oppure credi che sia il Figlio di Dio venuto nel mondo? Se perdona i peccati, è Dio. E allora noi tutti, farisei di nome Simone o ancora senza nome, apriamo il nostro cuore e versiamo un po’ d’amore in un catino, riempiamo di olio profumato il vasetto della nostra mente prima di invitare Gesù in casa nostra, così che, se venisse un peccatore a portarci il peso di se stesso, mentre noi siamo a tavola, saremo capaci di andargli incontro!

Meditazione

Gesù è invitato a mangiare da uno dei farisei. Accettare l’invito, entrare in casa, mettersi a tavola con lui… per Gesù è naturale il farlo, da parte sua non ci sono pregiudizi di alcun genere. Chi invita Gesù, deve sapere che va incontro a sorprese, perché dove sta lui sono possibili tutti gli incontri. E infatti arriva una donna, conosciuta da tutti in città come peccatrice, una donna coraggiosa che va dritta allo scopo senza guardarsi intorno. Si accosta a Gesù e piange sui suoi piedi lacrime di dolore, li asciuga con i capelli e poi li bacia, versandovi olio profumato. Un omaggio femminile notevole! Il fariseo pensa tra sé che Gesù sia ignaro della vita di quella donna. Infatti se fosse un profeta, lo saprebbe e non le permetterebbe di toccarlo. Se si fa toccare, vuol dire che lui non è un profeta. Gesù non ha ancora parlato, ma a questo punto interviene, rispondendo al silenzio loquace del fariseo che prende nome. «Simone, ho una cosa da dirti». Stupendo il modo di Gesù di portare l’uomo a ragionare sui fatti e non su principi dati per certi. Chi ha un grosso debito da coprire sentirà una gratitudine più grande rispetto a chi deve assolvere a un debito minimo. La proporzione fatta da Gesù è di cinquecento a cinquanta. Il fariseo, uscito dall’anonimato, si coinvolge a questo punto, senza saperlo, con un giudizio oggettivo valido. È allora che Gesù applica la metafora e la spiega passo passo. Simone ha accolto Gesù, ma senza la partecipazione del cuore. Confrontando il suo modo con quello della donna, il peccato si dilegua. Simone avrebbe dovuto offrire a Gesù acqua per i piedi, avrebbe potuto dargli un bacio di accoglienza e versare sul suo capo olio profumato. E invece nulla… Simone non si sentiva in debito con Gesù, anzi! Gesù avrebbe dovuto ringraziarlo per averlo invitato a casa… la donna invece ha bagnato i piedi di Gesù con le lacrime del pentimento, li ha baciati, asciugati con i capelli quasi fossero stracci, li ha cosparsi di olio profumato… un’attenzione particolare di amore. Indifferenza e vicinanza, freddezza e amorevole cura. Chi sa di essere peccatore e sa che nulla gli è dovuto, vive a cuore aperto ogni cenno di apertura e di accoglienza nei suoi riguardi. Chi si ritiene giusto, vive nell’ottica di chi può pretendere dagli altri e sta lì a distinguere innocenti e colpevoli, senza interesse alcuno per la persona. Gesù è risultato colpevole agli occhi di Simone perché si è lasciato toccare da una pubblica peccatrice. Per la donna invece il non invito del fariseo ha segnato la sua salvezza. Quelle parole che come balsamo scendono nel cuore: «Ti sono perdonati i tuoi peccati» resteranno indelebili nella memoria, è andata confidando in un abbraccio di misericordia, se ne va con la pace dell’inizio di una vita nuova.

Contemplazione

Signore, nel gruppo di chi annuncia e predica la buona notizia hai voluto anche le donne. Donne guarite, donne che si prendevano cura di te e dei dodici. Un modo anche il loro di annunciare e predicare la buona notizia, un annuncio vivente, scritto nella loro persona, nella loro storia, perché chiunque potesse capire cosa sia il passaggio di Dio nella propria vita. Tu sei il dito di Dio fatto carne, la mano potente del Dio delle schiere di Israele: spiriti cattivi, infermità… nulla ormai ha più ragion d’essere. Solo il tuo nome regna nella vita umana. Camminare con te e con i tuoi, andare ovunque tu voglia… non si sta fermi nelle vie del tuo regno che si espande lì dove i tuoi passi imprimono tracce di eternità.

Il Vangelo in mano ai piccoli

Una peccatrice, sapendo che Gesù si trova in casa del fariseo, va subito da lui. Non si preoccupa di essere giudicata male, tanto tutti lo sanno in città che è una peccatrice. Quell’incontro per lei è fondamentale, perché le cambierà la vita! Si avvicina ai piedi di Gesù e piange tutte le sue lacrime, con i capelli asciuga i piedi e poi li accarezza con dell’olio profumato. Gesù che conosce tutto ciò che è nel cuore degli uomini legge i brutti pensieri nella mente del fariseo che lo ospita e gli risponde direttamente senza che lui parli. Non gli interessa se lui ci rimane male… perché? Perché c’è una grande differenza tra il fariseo e la donna. Lui che era giusto poteva anche abbracciarlo e offrirgli dell’acqua per i piedi e dell’olio per la testa, da buon padrone di casa. E invece non ha avuto nessun gesto di attenzione nei suoi riguardi. La donna sì… lei aveva il cuore aperto e sperava di essere perdonato di tutto il male che aveva fatto. Sapeva di non meritare nulla da Dio, ma ha avuto fiducia nell’amore che copre ogni sbaglio. Il fariseo invece pensava solo alla legge: quindi la donna non poteva entrare lì, non poteva toccare Gesù altrimenti lui sarebbe stato impuro, come dire: infetto. Chi è veramente infetto? Chi crede di essere a posto e non si accorge delle sue vedute meschine. Gesù perdona la donna perché ha molto amato. Nella vita non serve altro che questo: un grande amore! E andare sempre a cercare Gesù, raggiungerlo in qualsiasi posto si trova. Allora c’è la pace.

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