2^ Domenica del tempo ordinario

Il segno compiuto da Gesù a Cana di Galilea, attraverso il quale ha manifestasto la gloria di Dio, inaugura il suo Vangelo e già parla della sua “ora”, quella della sua morte e resurrezione. Qui il credente potrà riconoscere la “gloria” di Dio manifestata in lui, la gloria che lo rende nostro Salvatore. Il miracolo di Cana è tutto un segno del Regno di Dio, presente attraverso Gesù. Per questo richiede fede. L’Eucarestia è il sacramento del “banchetto” eterno a cui l’umanità è chiamata. Nel Vangelo di Giovanni la narrazione del “segno” avvenuto a Cana vede i discepoli come spettatori dell’evento: tali siamo anche noi che oggi ascoltiamo il racconto. Esso interpella anche noi di fronte a Gesù. Possiamo interrogarci sul significato del segno per giungere alla fede o per accrescerla in noi. Anche a noi è rovolta la fiduciosa risposta di Maria: fate tutto quello che egli vi dira! Anche la prima lettura ricorre all’immagine del rapporto tra gli sposi per descrivere l’amore di Dio: ” …e così ti sposera il tuo Creatore!”. Tutto avviene in clima di gioia: al compiacimento dello sposo (Dio) per la sua amata (la comunità) risponde l’esultanza della sposa per la relazione che tende a costruire una reciprocità eternamente fedele. I carismi (II° lett.) sono doni da mettere per amore a servizio della comunità.

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