II domenica di Quaresima

Sul monte

Sfogliando le pagine del libro della Sapienza, ci si trova improvvisamente come sul monte Tabor. Chi è infatti la Sapienza se non Gesù? Lui è la Sapienza di Dio. Lui è un’emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell’Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa s’infiltra. È un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e un’immagine della sua bontà. Sebbene unica, essa può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e attraverso le età entrando nelle anime sante, forma amici di Dio e profeti. Nulla infatti Dio ama se non chi vive con la sapienza. Essa in realtà è più bella del sole e supera ogni costellazione di astri; paragonata alla luce, risulta superiore; a questa, infatti, succede la notte, ma contro la sapienza la malvagità non può prevalere (Sap 7). Riflesso della luce perenne, specchio in cui noi possiamo incontrare lo sguardo di Dio, gli occhi del Padre. La presenza di Gesù nella nostra vita ci rende amici di Dio e irradia una luce che nessuna tenebra può offuscare. Ogni volta che saliremo il monte questa inondazione di luce rinvigorirà le nostre forze e potremo allora salire l’altro monte, quello dell’Agnello immolato, il monte in cui l’amore si effonde senza più nulla trattenere. E sarà Pasqua 

Dal deserto al monte. Da sempre il popolo in cammino aveva alzato gli occhi verso il monte, luogo privilegiato dell’incontro con il Dio vivente. E Gesù sale con alcuni dei suoi. Deserto e monte coincidono perché il vangelo dice che li condusse “in disparte”. Lontano dai rumori della vita sociale quotidiana, non a portata di voce o di disponibilità. Questa condizione è indispensabile per chi vuol fare esperienza di volto. Su questo alto monte Gesù si trasfigura. Una luce che acceca per il suo bagliore, una luce che porta al contatto la vita di chi è stato già afferrato dalla luce immortale della vita che splende per sempre. Gesù, Mosè, Elia. Parlano tra loro. Cosa si dicono? Il tempo converge nell’oggi del compimento. La legge antica, Mosè, dal volto raggiante al punto da non poter essere guardato, al punto da dover portare un velo che contenesse lo splendore dell’incontro. La profezia, Elia, capace di vivere alla presenza del Signore e di riconoscerlo al soffio della brezza leggera, il profeta che si copre il volto con il mantello di fronte al passaggio del suo Signore. Gesù, il volto del Padre, un volto “nascosto” nei tratti della carne, il volto pieno di bellezza generato dalla carne immacolata di Maria e dalla luce dello Spirito Santo. E i volti degli apostoli sono ubriachi di luce e vaneggiano nel desiderio che il tempo si fermi. Ma per loro è tempo di “concepimento”. Il Padre li avvolge con l’ombra dello Spirito, parla a questi amici del Figlio come ai nuovi depositari dell’ascolto, il santo timore che li getta a terra farà di loro uomini capaci di portare il peso della gloria nel discendere dal monte. Questa luce si nasconderà in loro fino all’esplosione della luce radiosa dell’eternità beata, quando lingue di fuoco scenderanno su di loro per rendere il loro volto specchio della vita divina. Alzatevi e non temete: che risuonino in noi queste parole ogni volta che la luce della fede sembra spegnersi e dileguarsi. Il Figlio amato scende con noi a valle, non c’è da temere. Lui ci tocca da vicino, non ci lascia soli.

Il Vangelo dei piccoli

Ti piacerebbe andare con Gesù su un alto monte? Lassù le cose si vedono diversamente e soprattutto puoi ammirare ogni cosa. È vero che non vedi bene ciò che sta a valle, ma nei tuoi occhi e nel tuo cuore vi entrano tantissime cose. Quando tu stai vicino a Gesù sei portato in alto, puoi vedere l’universo intero, si dilatano gli spazi e quando torni alle cose di sempre l’immensità degli spazi ti aiuta a vedere con più distanza ciò che vivi. Ad esempio, se ti viene detto un no a un desiderio che porti in cuore da tanto tempo, tu ci rimani male e soffri. Se in quel momento consideri il dolore di chi ha ricevuto dalla vita tanti no su cose fondamentali, il tuo dolore diventa più piccolo. Non ti viene comprato un gioco? Se pensi a tutto ciò che hai, forse ci puoi rinunciare tranquillamente. Se pensi che ci sono bimbi che non vedono, bimbi che non camminano, bimbi orfani, bimbi senza casa, i tuoi giochi ti sembrano quasi tutti superflui. La luce in cuore ti viene da quanta gratitudine in cuore ti nasce per il Signore che ti ha fatto tanti doni e te li fa continuamente. Se invece chiudi il cuore e pensi solo a te, la luce si spegne e dentro tutto si abbuia. Il volto di Gesù brilla come e più del sole di fronte ai suoi apostoli. Il suo cuore è tutto aperto e il suo amore è tutto donato. Per questo il Padre che è nei cieli dice: Questi è il mio Figlio prediletto, l’amato. Lui sì che mi piace. A noi dice: Ascoltatelo! Vale a dire: Siate come lui, imparate da lui. Quello che vi dice, vi aiuterà ad essere figli sul serio, pieni di luce perché pieni di amore gratuito. Puoi fare una prova: in un giorno pieno di sole, guarda fisso il sole per un po’ e poi gira gli occhi intorno: vedrai tutto buio perché la luce è talmente tanta che non ti fa vedere più, ti acceca. Così avviene quando guardi Gesù: è talmente luminoso che tutto il resto scompare nel buio, non perché non c’è più, ma perché è rivestito di lui! Vuoi dare al mondo pezzetti del tuo cuore e quindi essere luminoso come Gesù o preferisci essere una luce spenta?

Il silenzio

Un uomo si recò da un monaco di clausura. Gli chiese: “Che cosa impari mai dalla tua vita di silenzio?”. Il monaco stava attingendo acqua da un pozzo e disse al suo visitatore: “Guarda giù nel pozzo! Che cosa vedi?”.

L’uomo guardò nel pozzo. “Non vedo niente”. Dopo un po’ di tempo, in cui rimase perfettamente immobile, il monaco disse al visitatore: “Guarda ora! Che cosa vedi nel pozzo?”.

L’uomo ubbidì e rispose: “Ora vedo me stesso: mi specchio nell’acqua”.

Il monaco disse: “Vedi, quando io immergo il secchio, l’acqua è agitata. Ora invece l’acqua è tranquilla. E questa l’esperienza del silenzio: l’uomo vede se stesso!”.

“Quando non ce la faccio più, vado a sedermi vicino a mia nonna mentre lavora a maglia… Mia nonna profuma di cipria e ha un respiro lento lento. Di tanto in tanto alza gli occhi e sorride un poco, di solito però si limita a lavorare e respirare… Beh, mi fa sentire cullata…”.

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