Domenica II^ di Quaresima

Il contesto della trasfigurazione di Gesù ci aiuta a comprendere anche il senso della liturgia che ci propone questo evento nel cammino che ci porta verso la Pasqua. Il nesso tra trasfigurazione e Pasqua tocca sia l’aspetto doloroso sia quello luminoso della vita di Gesù. Come furono coinvolti i discepoli, oggi la liturgia coinvolge noi in una esperienza che può rafforzare la nostra sequela di Gesù: Gesù ci è rivelato da Dio  come colui che ci apre continuamente una strada verso la vera vita. Nella conclusione del Vangelo della trasfigurazione Gesù si rivolge ai discepoli con le parole: Alzatevi e non temete! Questo invito è rivolto anche a noi: egli ci prepara ad affrontare con fede il cammino della sequela del quale fa parte anche la sofferenza. Possiamo evitare anche scetticismo e tristezza proprio perché egli ci ha anche mostrato la luce della vittoria sulla morte. La chiamata ad Abramo, nella prima lettura, è la stessa che viene rivolta anche a noi: Dio ci prospetta qualcosa di grande, ma lo affida alla nostra disponibilità a credere alla sua parola. La risposta di Abramo ci indica la strada del coraggio. Anche la seconda lettura ci propone lo stesso messaggio: siamo salvati per grazia, e la nostra storia non è sospesa nell’incertezza né lasciata nel buio. Dio ha fatto risplendere la vita, collocando la nostra esistenza nella luce di Cristo. Illuminati dal Signore, rispondiamole con forza e fedeltà anche oltre la croce.

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