Domenica di Pasqua

La Pasqua è Cristo morto e risorto per tutti noi, per l’umanità, per l’universo. Cristo è il centro del cosmo e della storia. E’ il Figlio di Dio, onnipotente e vicinissimo a noi, per farci partecipi della sua vita già su questa terra, per essere ricolmi della sua pienezza per l’eternità. La pasqua è il centro e il fondamento della fede cristiana… allora è e deve essere anche il centro e il fondamento del nostro cammino di Sinodo nel quale ci sentiamo una comunità parrocchiale convocata per scegliere Cristo nella vita. E’ così che abbiamo affrontato in un primo discernimento comunitario le realtà che sentiamo più importanti nella nostra vita umana e cristiana: la Famiglia, i Giovani, le Persone in difficoltà, la vita Sociale. Affronteremo poi nel mese di maggio, che è orientato alla festa della Madonna della Pace, la realtà della parrocchia e del suo rinnovamento secondo le ispirate indicazioni del Concilio e ora del nostro grande papa Francesco.

Cristo risorto è il fondamento della nostra fede, è la nostra fede. Cristo, Figlio di Dio fatto uomo per noi, dopo aver vissuto tutta la sua vita per farci conoscere l’amore di Dio, condannato e morto sulla croce, è risorto, è vivo, è il Vivente per sempre, è il Redentore, il Salvatore dell’umanità, è il salvatore di ciascuno di noi. La nostra fede non è una formula, non è un’idea, ma una Persona, con la certezza che Lui ci infonde: “Io sono con voi!”

L’apostolo Pietro nel suo primo discorso a Gerusalemme dirà: “Quel Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha risuscitato. e noi ne siamo testimoni”. Questa è la fede di tutta la Chiesa lungo il corso della storia, la fede dei santi e dei martiri, la fede dei popoli e dei cuori, questa è la fede che noi oggi abbiamo, che vogliamo accrescere, che vogliamo consegnare al mondo di oggi e al futuro della storia. Cristo risorto è la potenza di Dio, che vince il male e la morte, che vince il mondo, che apre i cieli. Cristo risorto è la potenza di Dio nei problemi del nostro mondo, nei problemi e nella debolezza della nostra vita. Nella nostra debolezza può risplendere la potenza di Dio, perché Cristo, buon pastore, ci è accanto e ci guida, ci porta in salvo, ci apre ad una vita “nuova”, che è la pace di sentirci amati in maniera inesprimibile da Dio, che ci apre ad un amore bello, intenso, immediato e concreto verso il Signore e verso tutti gli uomini.

Ringraziamo Dio per il dono della fede. La fede è così affascinante, che molti hanno lasciato tutto per la fede, molti hanno dato la vita per essa. Basta pensare ai martiri di tutti i tempi, a tutti gli annunciatori del vangelo, a tutti i testimoni della carità.

Il fatto che Gesù è Dio fatto uomo, che è morto e risorto per noi, che cosa cambia nella nostra vita? Effettivamente, cambia il senso di tutto! Ci dà la certezza più grande: Cristo Gesù è vivo nella gloria dei cieli, è vivo e operante accanto a noi, è vivo in noi. Si tratta di sentirlo e trattarlo come una persona vera, reale, concreta, col quale viviamo insieme ogni momento. Lui vive per noi, perché è Amore; noi possiamo vivere con Lui e per Lui. Ci può essere una realtà più grande?

La risurrezione di Gesù ci impegna ad una grande fiducia, ad un grande ottimismo. Siamo chiamati ad avere fiducia perché Cristo è risorto. “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, come non ci darà ogni cosa assieme a Lui?”, ci dice S. Paolo.

Cristo Risorto è l’ottimismo, la fiducia, la certezza. La fiducia cristiana non è semplice attesa del futuro, ma coscienza che il regno di Dio è in mezzo a noi. La resurrezione è entrata nel mondo ed è come un seme e un germe potente. Dio ci ha chiamati, col battesimo, a vita nuova: e noi sappiamo “che siamo passati da morte a vita, perché amiamo i fratelli”.

La resurrezione è dono e conquista, futuro e presente, attesa ed esperienza insieme. La gioia della resurrezione si può già sperimentare vivendo la carità nelle sue espressioni di servizio, di perdono, di mitezza e benevolenza, di dono di sé; la risurrezione si può sperimentare lasciando sprigionare la vita del nostro battesimo, la vita nuova nello Spirito. Quanti santi e quanti cristiani hanno vissuto e vivono questa straordinaria esperienza! E’ commovente e incoraggiante pensare a tutto il bene, la bontà, il sacrificio, la fede, la santità che c’è nelle case, nelle città, nel mondo intero. Questa è vita nuova, vera; anche se non fa notizia e non pensiamo a tutto ciò che il Signore continuamente opera sulla terra e nel cuore delle persone e ci lasciamo invece sempre intristire dalle notizie cattive.

In nome della resurrezione siamo chiamati a liberare il mondo dalle incrostazioni del peccato, che sono le ingiustizie, le diseguaglianze, lo sfruttamento, la pornografia, la violenza, la povertà estrema in tanta parte della terra. Dobbiamo sostenere, amare, curare chi è nella sofferenza per il suo corpo ammalato, handicappato o invecchiato. Dobbiamo essere i difensori della dignità della vita di tutti, in nome di Cristo che non ha esitato a venire tra noi, a morire e risorgere per noi, perché Dio crede veramente nell’uomo e vuole la sua dignità, la sua vita, la sua gioia.

Ho cercato di pensare e di portare nella preghiera le persone che sono maggiormente nella sofferenza, sono andato a trovare qualcuno di loro: ho ammirato la bontà, la santità, il sacrificio offerto con il sorriso dell’amore di quelle mamme accanto ai loro figli da decine di anni.

Una famiglia mi ha consegnato una busta con una generosa offerta per la carità, con su scritte queste parole “Desideriamo condividere con altri fratelli la gioia della Risurrezione di Gesù Cristo”. Un messaggero mi parla di un suo condomino, dice: “E’ un uomo buono… lui vive il vangelo così… pensa sempre a chi ha più bisogno”

La forza della Pasqua di Gesù trasforma tante persone in creature splendide.

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