Domenica 13^ del Tempo Ordinario

Gli toccò il mantello

12 anni. Numero simbolico che nel vangelo di oggi ricorre intrecciandosi.

12  anni: gli anni di malattia della donna.

12 anni: gli anni della bambina morta.

12 gli apostoli presenti con Gesù.

12 anni: Gesù era rimasto nel tempio con i dottori.

12 anni: in Israele i ragazzi sono accolti come membri adulti nella sinagoga di cui è capo Giairo.

12 le tribù di Israele.

12 impurità, morte, Gesù maestro, gli apostoli, maturità, identità…

Nella nuova comunità che è la Chiesa, fondata sui 12 apostoli, noi viviamo i simbolici dodici anni della nostra vita finché Cristo non ci dirà: Talità kum. Allora i nostri occhi si sveglieranno, non all’aldilà, perché moriremo ancora, ma alla vita nello Spirito

MEDITAZIONE

Udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». Facciamo nostra la sequenza del giusto approccio al Cristo Signore: udire e dar credito a chi ci parla di Gesù. Andare senza mostrarsi. Toccarlo, avvicinandosi il più possibile a lui. Essere certi della sua volontà di bene nei nostri confronti.

Gesù sta lungo il mare, abita la riva della nostra esistenza. E attende. Due figure gli si accostano: un capo della sinagoga e una donna. Coincidenza strana: la figlia per cui è chiesta la guarigione ha gli anni della malattia della donna. Gesù va con Giairo, stretto dalla folla. La donna è nella folla e non osa chiedere come aveva fatto l’altro. Il suo desiderio è toccare almeno la veste di quel Rabbi. Il capo aveva pregato Gesù di andare a imporre le mani alla figlia, la donna pensa sia sufficiente per la guarigione toccare il mantello di Gesù, di nascosto. È incredibile quello che avviene. Gesù costringe la donna a farsi vedere, chiedendo alla folla: Chi mi ha toccato?” Questo momento è discriminante tra Dio e noi: la nostra logica è quella dei discepoli: tutti ti toccano perché la folla è stretta attorno a te!… come fai chiedere una cosa del genere?… Gesù non parla di uno sfiorare qualsiasi, parla di un toccare particolare. La donna ha “comandato” alla sua potenza di uscire da lui, quel tocco è stato un “rapirlo”, preso alle spalle. Paura e tremore afferrano la donna, scoperta nel suo intento, ma Gesù non ha intenzione di rimproverarla. Tutt’altro! Ha chiesto che si facesse vedere perché una donna, considerata impura per le sue perdite di sangue, quindi non degna di essere ammessa alla presenza degli altri, ha osato varcare la soglia del proibito per accedere direttamente alla grazia. La chiave della sua fede le ha consentito di prendere da sé quanto atteso, senza neanche chiederlo. In casa di Giairo la bimba si alza dal suo letto di morte tra lo stupore dei presenti. Nessuna imposizione di mani, è sufficiente la parola di Gesù e il suo tocco: presa la mano della piccola, la vita torna a fluire. Dodici anni. Dodici anni di sofferenza, di separazione, di morte? In un attimo alla presenza del Signore ci si mette in piedi e si torna a camminare… beati noi se sapremo toccare il suo mantello senza troppo rumore, con in cuore unicamente la fede nella sua potenza e nella sua volontà di guarirci dai nostri mali. Il dono della sua pace: ecco la guarigione!!!

CONTEMPLAZIONE

Signore, voglio venire alle tue spalle, per portarti come sorpresa la mia briciola di fede. Una fede che non intende misurarsi con altro che con te. Che io ti porti via con me!

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