2^ Domenica di Quaresima

L’evento della trasfigurazione svela il mistero di Gesù. Il racconto evangelico sottolinea la dimensione dello splendore: Gesù appare come il volto umano di Dio, nella sua gloria vediamo in trasparenza il nostro stesso destino. Per questo possiamo aprirci alla gioia e alla fiducia, nonostante le difficoltà e le incertezze di cui sono segnate le nostre giornate. In Gesù trasfigurato vediamo questo incontro tra Dio e l’uomo che costituisce la nostra salvezza. Gesù, dunque, è il mediatore del nostro ritorno a Dio. Egli è la luce che dà senso e valore alla nostra esistenza. Il Vangelo ha al suo centro l’invito ad ascoltare Gesù. La parola che viene dal profondo e che entra in noi attraverso l’ascolto rivela la profondità di chi parla. Nella trasfigurazione di Gesù siamo dal Padre affidati all’ascolto della sua Parola. La relazione qui si fa rivelazione delle profondità, comunicazione del mistero: in Gesù, Dio stesso rivela a noi la sua gloria. Ascoltare Gesù perciò significa ascoltare Dio stesso, cogliere le sue intenzioni nei nostri confronti, trovare la direzione da dare alla nostra vita e i criteri da seguire nelle nostre scelte concrete. La I° lettura ci presenta la figura di Abramo, modello di fede, capace di ascoltare Dio, disponibile ad uscire dalla propria terra e ad affidarsi alla imprevedibile promessa divina. Se saremo capaci di una fede tanto forte, ci riuscirà più facile accettare l’invito della II° lettura a “comportarci da cittadini del cielo”.

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