1^ Domenica di Quaresima

Nella solidarietà con la nostra umana situazione e nella totale apertura al Padre, Gesù ci ha manifestato il volto accogliente di Dio che si prossimo per riportarci a Lui. Gli uomini possono lasciarsi sedurre da molte tentazioni; la presenza del male è una dimensione che non può essere negata. Tuttavia, proprio di fronte alla tentazione e anche al peccato, l’uomo non è abbandonato a se stesso. Possiamo trovare rifugio e forza nella fedeltà di Dio e affidarci a Lui. Il cammino quaresimale può essere espressione concreta di questo affidamento a Dio che rende stabile la nostra vita. Il testo del Vangelo è in un certo senso programmatico: la sua intenzione è di mostrare l’identità di Gesù e il significato della sua missione. Nelle tentazioni si rivela l’autentica umanità di Gesù che è solidale con l’uomo anche nella prova. Ma vincendo sulle tentazioni egli indica la via della vittoria finale. Gesù inaugura così un cammino anche per l’uomo: anche la libertà vera dell’uomo ha la sua radice nell’obbedienza a Dio. Già la I^ lett. mostra come ogni benedizione e grazia venga da Dio, non dall’uomo. Ma soprattutto la II^ lett. dà concretezza a questa fiducia che Dio suscita in noi attraverso Gesù. 

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