Domenica IV^ di Pasqua

L’immagine del pastore che guida e protegge il gregge è usato da Gesù stesso per presentare la sua missione. Era una immagine familiare nell’am-biente di Gesù e anche nelle Scritture di Israele, in particolare nella preghiera dei Salmi. L’immagine del pastore buono, contrapposta a quella del mercenario indifferente, richiama anche una profonda  esperienza di fede: ci parla della responsabilità di tutti all’interno della comunità cristiana e, in particolare, della responsabilità di quanti svolgono un ministero di guida. Il servizio  dell’amore è la via attraverso la quale continua l’azione del Risorto nel mondo e nella Chiesa. L’immagine del pastore buono è al centro del Vangelo. E’ illuminante riflettere sul suo comportamento: entra dalla porta del recinto, conosce le pecore una per una, le porta al pascolo  e le protegge. Il Vangelo propone dovunque uno stile per le relazioni che devono contras-segnare la comunità  cristiana: non relazioni puramente strumentali e interes-sate, ma fatte di coinvolgimento personale e cura, di attenzione e premura. Anche la testimonianza della I° lettura rappresenta un riscontro al messaggio del Vangelo: infatti invita a convertirsi a Cristo, costituito Signore e Cristo, per partecipare alla salvezza donataci nella Pasqua. In tal senso la seconda lettura ci dice: “Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime”.

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