Domenica 4^ di Avvento

Chi è Gesù? La liturgia di oggi ruota attorno ad un segno e ad una promessa. Al re Acaz, che dubitava della fedeltà di Dio e amava fidarsi maggiormente di alleanze umane, Isaia aveva promesso un segno: la nascita di un Bambino, a cui sarebbe stato posto il nome “Dio con noi”, avrebbe manifestato che è il Signore a guidare la storia secondo il suo disegno. Per il vangelo cristiano il segno profetico dell’Emmanuele trova compimento in Gesù. Egli è il segno della fedeltà di Dio: la sua venuta inaugura un tempo nuovo. La nostra attesa di Colui che viene, però, non può essere attesa oziosa e passiva, richiede disponibilità e accoglienza. Il Vangelo collega la nascita di Gesù alla promessa dell’Emmanuele, dichiarando che Gesù è questo ‘segno’ che Dio è con noi. Per Matteo questo tema è una linea importante della sua cristologia. Verrà ripresa anche alla fine del suo Vangelo, quando il Risorto promette ai suoi: “io sarò con voi tutti i giorni…”E nella figura di Giuseppe indica a noi un modello di vera e  attiva collaborazione con il disegno di Dio. Nella prima lettura il segno dell’Emmanuele è collocato nella sua originaria cornice storica: in una situazione di crisi e di sfiducia, è forte la tentazione dell’uomo di costruirsi idoli su cui puntare. Per Isaia questa promessa è annuncio e stimolo alla speranza e un chiaro invito a mantenersi fedeli a Dio. Per i cristiani questo segno resta Gesù, il Dio-con-noi: questa è per la seconda lettura la buona notizia di cui sono “servitori” e ministri gli apostoli, la Chiesa e tutti i cristiani.

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